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in pratica...tutto ciò che non avreste mai osato chiedere
Abbiamo raccolto qui le domande più frequenti che vengono proposte dagli
studenti durante l'orario di ricevimento allo scopo di sfoltire, per quanto
possibile, l'affollamento quotidiano e di lasciare un po' più di tempo alle
questioni più importanti o per lo meno più urgenti.Se poi volete venire a
trovare il docente solo per conoscerlo personalmente non c'è niente di male ad
ammetterlo senza doversi per questo inventare scuse banali. E' bene ricordarsi,
comunque, che la lezione è la sede deputata proprio a questo scopo: stabilire un
contatto personale, cercare di capire come la pensa e di cosa si occupa,
affrontare e risolvere le principali questioni di studio e di approfondimento.
Se volete un consiglio non bussate timidamente nei momenti più impensati ma
chiedete un appuntamento per e-mail. Organizzandosi uno spazio si trova sempre.
Quanti appelli ci sono per sessione ?
Ci sono sempre tre appelli, consecutivi, a distanza di quindici giorni l'uno
dall'altro. Volendo ci si può prenotare a tutti gli appelli anche se la cosa più
conveniente è quella di concordare all'inizio dell'appello un appuntamento
adeguato per il proprio percorso di preparazione. Nel caso dovesse andar male
l'esame, prima di andar via si può concordare un nuovo appuntamento. Sono
previsti appelli straordinari nel corso dell'anno sulla base di quanto
deliberato dal Consiglio di Facoltà. Per esempio quest'anno c'è l'appello a
dicembre. Queste date sono, comunque, annunciate in bacheca e sul sito e ci si
può prenotare secondo le regole consuete. E' fortemente sconsigliato di
sostenere l'esame in queste occasioni che hanno un senso solo per gli studenti
fuori corso e per quelli pronti a sostenere la tesi di laurea. Durante il
semestre, infatti, le lezioni si svolgono secondo un calendario così concentrato
che non è proficuo interrompere la frequenza per dare esami. Ma, naturalmente,
la scelta è libera e non comporta alcuna penalizzazione se non quella che ci si
auto-infligge.
Se mi prenoto e non mi presento all'esame posso sostenerlo nell'appello
successivo?
Certamente, previo appuntamento. Tutte le volte che si vuole. Siamo qui per
questo. La nostra speranza è di avere sempre studenti preparati. Sta a voi
presentarvi dopo avere studiato dignitosamente. E' vivamente sconsigliato
presentarsi fidando esclusivamente sulla propria capacità di chiacchierare a
ruota libera. L'unica cosa che si richiede è la capacità di distinguere fra le
"chiacchiere da bar sport" ed una dignitosa preparazione universitaria. Non è
sufficiente aver fatto i turisti per potere parlare di Sociologia del Turismo.
Che esami consiglia di fare prima di sostenere Sociologia del Turismo?
Due soli: Sociologia Urbana e Rurale e Sociologia dell'Ambiente. Sia per
ragioni disciplinari che per ragioni di merito. La Sociologia del Turismo fa
parte del raggruppamento di Sociologia del Territorio ed il suo statuto
scientifico è certamente legato al bagaglio di teorie e di ricerche che hanno a
che fare con queste materie. I proff. Martinelli e Beato svolgono, inoltre, dei
programmi specifici che aiutano molto nella preparazione di Sociologia del
Turismo. Non abbiamo pensato a stabilire una vera e propria propedeuticità ma il
buon senso dovrebbe servire di più di qualunque norma.
Si possono fare tesine in aggiunta al programma?
Certamente, purché dimostrino di valere la carta su cui sono state scritte.
Gli scaffali sono pieni di elaborati che non sono altro che scopiazzature
frettolose di testi letti poco e male. Non serve a niente. Quello che può
servire per arricchire la preparazione è individuare correttamente un argomento
e passare in rassegna la letteratura in materia dando conto dei diversi punti di
vista che gli studiosi hanno elaborato nel merito. Se si riesce a fare questo si
studia meglio e si rende di più.
La frequenza è obbligatoria?
Nel nostro ordinamento universitario non vi è alcuna norma che consenta di
istituire l'obbligatorietà della frequenza. Ci piacerebbe poterlo fare ma non
possiamo. Ciò vuol dire che vi potete regolare come credete. Se siete studenti
che studiano per imparare qualcosa, e non solo per fare collezione di verbalini
d'esame, allora certamente la frequenza è il modo concreto per avviare la
preparazione con il piede giusto, per orientarsi nella preparazione dei testi
d'esame, per sapere cosa approfondire di più per prendere un buon voto. I quello
di sempre. C'è chi finge di studiare per collezionare titoli e chi punta a
imparare e a conoscere gli strumenti necessari per crescere e lavorare. Sono due
logiche. Non si può costringere nessuno ad imparare se non ne ha voglia. A voi
la scelta.
Il seminario è obbligatorio?
No, il seminario è un'attività facoltativa per studenti masochisti. Non da
diritto a sgravi di programma quanto, piuttosto, ad aggravi molto significativi.
Frequentare il seminario ha un senso per gli studenti che intendono imparare a
fare qualcosa. Il corso serve per imparare, il seminario per imparare a fare;
rappresenta pertanto una scelta per quegli studenti che intendano approfondire
lo studio del corso, imparare a fare una ricerca, porre le premesse per la
preparazione della tesi di laurea. Il lavoro svolto dallo studente durante il
seminario non costituisce oggetto di esame anche se viene ugualmente valutato
nel corso della riunione conclusiva.
Che libri bisogna studiare se si frequenta il seminario?
La lista bibliografica viene fornita sia sul sito che in bacheca e, comunque,
viene distribuita all'inizio dell'attività. Si tratta di una lista e va, quindi,
consultata ed analizzata tutta quanta, per scegliere alla fine i testi che si
vogliono assumere come elementi di riferimento per il proprio lavoro empirico.
Quanti esami bisogna avere per potere chiedere la tesi?
Almeno quindici. Ma la cosa più importante non sono gli esami ma le idee. Se
durante il vostro corso di studi non vi è ancora venuta una idea buona per farci
sopra una tesi di laurea allora vuol dire che avete studiato proprio male.
Meglio ricominciare dall'inizio, altrimenti non serve a niente. Avere un'idea
non vuol dire prepararsi per un matrimonio che deve durare tutta la vita o
quasi. L'idea serve per orientarsi, per cominciare ad esperire le prime
ricognizioni per impostare il proprio lavoro. E poi non dimenticate mai che il
progetto di ricerca che si presenta per fare domanda di tesi non è affatto
impegnativo. Lo valuteremo insieme e decideremo che farne. Lo si può anche
buttare a mare e ricominciare da capo, partendo però, stavolta, con il piede
giusto. Vi pare poco?
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