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UN VIAGGIO SPECIALE di MAZZUCA SERENA
Era già da un po’ che frequentavo il gruppo di volontariato, insegnavo a nuotare ai ragazzi disabili, due ore a settimana da dedicare agli altri, costo temporale quasi nullo per un impagabile guadagno umano!!! Era un esperienza che in quanto tale mi spingeva a cercare un maggior contatto e fu per questo che la sera che Chiara, la mia responsabile, mi propose di accompagnare i ragazzi ad un meeting internazionale a Ginevra, non potei fare altre che rispondere entusiasticamente si!!! Si sarebbe trattato di un soggiorno particolare, addirittura il pernottamento era previsto in alcuni bunker antiatomici di cui la città era ben fornita. L’organizzazione del viaggio fu interamente assolta dalla segreteria, a me fu solo comunicato giorno e ora della partenza più naturalmente le solite raccomandazioni a secondo delle patologie dei ragazzi!!! Era il primo venerdì di ottobre, ci dovevamo ritrovare nel piazzale dell’associazione e da lì saremmo partiti con i pulmini in dotazione alla Briantea (questo è il nome del gruppo)!!!Dopo un attento esame dei chilometri e degli imprevisti che si sarebbero potuti incontrare per strada, decidemmo l’itinerario: frontiera di Chiasso,autostrada Basileia-Ginevra. Partenza.Lo spicchio di Lombardia, che ci separava dalla frontiera, volò in un attimo, ed ecco lì la Svizzera, abitando in zona, per noi, quello non era un paesaggio nuovo, ma arricchito dei nuovi significati del viaggio ci trovammo davanti ad un vero e proprio spettacolo, quelle montagne innevate affacciate su immensi specchi d’acqua sembravano accoglierci come in un abbraccio per darci il benvenuto!!!Il mezzo di locomozione ormai datato non permetteva certo alta velocità e confort di ogni genere, ma lo spostamento fu estremamente piacevole, passammo il tempo a ridere e a cantare! A destinazione arrivammo in piena notte, nonostante la stanchezza, eravamo tutti elettrizzati dalla particolare sistemazione notturna, venimmo subito accompagnati ai fantomatici bunker e le aspettative e la curiosità che ci avevano accompagnato durante tutto il tragitto vennero ampiamente soddisfatte.Ci trovammo davanti uno stanzone dove era sistemato un enorme letto a castello di dieci piazze per piano e una specie di grosso appendiabiti di acciaio in comune.Non era certo un albergo a cinque stelle, ma l’idea di dormire in un sacco a pelo sistemato su quello strano baldacchino ci soddisfaceva come se avessimo avuto a disposizione una camera a testa! Soprattutto i ragazzi esaltati dalla novità ne erano particolarmente entusiasti! La mattina ci svegliammo presto, per prima cosa la colazione che venne servita in una mensa scolastica e poi tutti a fare le gare!E in piscina?… che vedevi!I ragazzi avrebbero voluto fare tutto in fretta perché la voglia di essere i primi a presentarsi era tanta, ma c’è sempre qualcuno che combina qualche pasticcio e così poi si che abbiamo dovuto affrettarci, eravamo in un ritardo pazzesco!I nostri risultati non furono dei migliori in classifica,ma loro si sentivano come se avessero vinto le olimpiadi! La sera fu organizzata una cena e una grande festa con canti e danze! Una festa straordinaria dove si parlavano dieci lingue diverse, dove le differenze erano davvero tante, ma dove in realtà si è più simili di quanto si possa mai immaginare!!! La domenica fummo accompagnati a fare l’immancabile giro turistico per la città, prima tappa il museo delle scienze dove c’erano animali imbalsamati e riproduzioni di ambienti naturali, cose che non suscitavano più di quel tanto il mio interesse, quando ad un certo punto sentii da dietro qualcuno che fece il commento più innocente del mondo, una cosa che avevo dato per scontato e che mi accorsi che non era ovvia per niente! Seconda tappa l’aeroporto con annesso uno dei più grandi centri commerciali della città, ci fermammo a fare acquisti, mi stupii come i ragazzi che erano alla ricerca delle mille cartoline che credo volessero spedire a tutti gli abitanti della terra,invece di prestare attenzione alle immagini che gli mostravamo si schiacciavano contro il vetro rapiti dal decollo degli aerei! Finite le compre arrivammo al lago,dove c’è situata la fontana con il getto più alto d’Europa, spettacolo grandioso! Eravamo tutti entusiasti di ciò che stavamo guardando,quando ad un certo punto qualcuno non si accorse del parco alle nostre spalle che naturalmente divenne tappa obbligata, facemmo una passeggiata e la nostra attenzione fu catturata da un’enorme orologio composto da fiori e cespugli, un vero e proprio capolavoro di giardinaggio e lì fioccarono domande a cui nessuno di noi sapeva dare risposta!A quel punto il ragazzo che ci accompagnava decise di toglierci dall’imbarazzo mostrandoci la strada che portava al cuore della città, c’era un trenino elettrico che faceva tutto il giro del centro storico, ma noi temerari decidemmo di fare l’iter a piedi, riuscimmo a convincere i ragazzi solo raccontandogli una storia per ogni cosa particolare che incontravamo, la fantasia fu stuzzicata dal fatto che le stradine strette e l’architettura tipica delle case svizzere davano proprio l’idea di uno dei nostri sobborghi medievali!Camminando, camminando arrivammo ad una chiesa, dove però non ci fu permesso di entrare perché si stava svolgendo una funzione… Prendemmo questa come scusa e decidemmo di tornare al bunker per riprendere le nostre cose e ripartire.Al ritorno scegliemmo un itinerario diverso dall’andata, il traforo e la frontiera piemontese,così per vedere un’altra Svizzera…gli scorci che le montagne ci fecero intravedere mostravano castelli e laghi e piccoli paesini e i ragazzi stuzzicati da questo contorno fiabesco, prendendo spunto dai racconti sentiti al parco si sbizzarrirono a inventare storie nuove,spesso assurde e estremamente divertenti e impegnati a parlare e ad ascoltare non si neanche accorsero della tortuosissima strada che ci riportava in Italia….. È da allora che, impegni permettendo,parto per questo viaggio tutti gli anni.Il luogo è lo stesso, le cose che si fanno,i posti che si visitano sono sempre quelli, ma guardarli con gli occhi di chi il mondo lo vede in maniera diversa ti permette di compiere IL VIAGGIO ogni volta in maniera diversa e speciale.
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