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Praga - un viaggio nella città del mistero di Daniele Frantellizzi
Adoro viaggiare: non sò dare una spiegazione logica e razionale a questa mia passione, tuttavia da sempre sento dentro di me una continua spinta a partire per nuove mete e nuovi orizzonti. Credo che alla base di questo mio desiderio vi sia la forte curiosità di scoprire nuove terre e nuovi paesaggi, nuovi popoli, nuove usanze...nuove musiche e nuove vite..... In poche parole, sento il desiderio di viaggiare perché credo che il "viaggio" in sé sia qualcosa di veramente grandioso, di eccezionalmente unico, perché è l'unico mezzo che ci permette di conoscere dal vero ciò che altrimenti non vedremmo mai... Purtroppo però, nonostante questa mia lunga premessa che è una vera e propria "dichiarazione d'amore" a tutto ciò che rappresenta il viaggio...non ho potuto viverne tanti sinora. In ogni caso, tra le mie (poche) esperienze passate, una di quelle che ricordo certamente con più piacere è l'occasione in cui sono andato per 7 giorni a Praga in gita scolastica. Allora (qualche anno fa) ero all'ultimo anno di liceo, e tutti insieme scegliemmo come meta la capitale della Repubblica Ceca, preferendola ad Atene. Fu un viaggio relativamente breve (7 giorni, appunto) ma molto intenso, e lo ricordo con immenso piacere. Praga mi ha stregato fin dal primo momento: città magica, nel vero senso della parola! Passeggiare per i suoi vicoli ciottolati, respirando l'aria ed i suoni provenienti dai mercatini rionali locali ad ogni angolo, era bellissimo. E' una città che trasmette, dall'alto della sua vecchiaia, tutta la storia e la cultura che l'hanno caratterizzata nel corso degli anni. Allo splendore della città, si è aggiunta la particolare atmosfera che caratterizza una gita scolastica dell'ultimo anno delle scuole superiori: tre classi con persone mai andate d'accordo tra loro nei cinque anni precedenti...che in quel contesto diventarono una cosa sola! La curiosità di scoprire cose nuove, ed il desiderio di confrontarci con le persone ed i luoghi del posto, ci hanno consentito di stringere amicizie sino allora nemmeno ipotizzabili! Ricordo le lunghe soste sul Ponte Carlo, un ponte sulla Moldava che collega la "città vecchia" alla nuova... un ponte secolare, ricco di fascino, dove i famosi musicisti ed artisti di strada che tutti conosciamo di fama come "bohemiens" trascorrono la maggior parte del loro tempo. Ricordo la "Torre dell'orologio": un imponente palazzo nel cuore della città fornito di campanile con, appunto, orologio. Ricordo il quartiere di Mala Strana, secondo me il più affascinante dell'intera Praga. Ricordo le birrerie, tutte piccolissime, rustiche, ed incredibilmente accoglienti: simili come stile più ad un pub di Trastevere che non ad un pub irlandese. Ricordo tutto questo, ed altro ancora...ma in particolare ricordo nitidamente il coinvolgimento emotivo che tutti noi avvertivamo nel muoverci all'interno di quella città così distante dalla nostra quotidianità. Trascorsi i sette giorni praghesi tornammo in Italia: l'ultimo giorno lo trascorremmo visitando la Boemia e la Moravia, di cui ricordo in particolare la carinissima cittadina di Brno ed il carcere "Spielberg" (quello di Silvio Pellico, per intenderci). Il tutto condito da una sosta notturna in Austria per la notte: il viaggio fu in pullman. Ebbene, ad anni di distanza, ricordo tutto questo con immenso piacere, e con l'intima voglia di tornare in quella città dell'est europeo che da allora mi è entrata dentro. Accennavo all'inizio al fatto che un viaggio è magico, perché racchiude un pò di tutto: ecco, questo mio racconto è un esempio pratico di ciò che intendo. Il viaggio nel pullman, con l'attesa crescente di scoprire come mai sarà fatto il posto in cui dovrai passare i prossimi giorni... l'arrivo, con i primi sguardi avidi di conoscere la nuova realtà... le passeggiate in centro ed in periferia, in compagnia, e (delle volte) anche in solitudine, guardando e respirando avidamente l'aria di un Paese culturalmente molto distante dal tuo... la coesione con i compagni di viaggio, che nell'occasione erano i miei compagni di scuola, ma non esagero se dico che alcuni di loro li ho "conosciuti" a Praga... le serate e le nottate trascorse in strada o in birrerie locali... ed infine, durante il viaggio di ritorno, la voglia fremente di rivedere tutti gli amici e conoscenti per riversare su di loro tutto ciò che hai visto e che hai fatto! Tutto questo, non scomposto in singoli elementi ma unito nell'insieme sotto la parola "viaggio", ha rappresentato una esperienza della mia vita più unica che rara, che ricorderò sempre con immenso piacere e con un affetto particolare.
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