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Salento - Agosto 2003 di Marco Saputo
Ho avuto la fortuna di visitare il Salento. Il soggiorno e' durato 7 giorni in compagnia di altre tre Persone; siamo andati in macchina e ci siamo stabiliti in un campeggio-agriturismo a Torre Sant'Andrea (dopo un giorno di disperate ricerche);nel campeggio eravamo solamente ragazzi e questo ha reso il ''tour'' ancora più piacevole. Ciò che mi ha colpito del Salento sono state le saline naturali, scogliere colorate, il largo fusto degli alberi d'ulivo, i muretti che dividevano i poderi nella campagna, la luminosità della pietra leccese, la disponibilità dei pugliesi, le grigie e antiche masserie. Non era la prima volta che mi trovavo in Puglia , sono stato sul Gargano, in un villaggio turistico (più che una vacanza è stata una villeggiatura). Tornando al Salento, precisamente a Lecce, ho visto un centro storico in stile barocco con frontoni di chiese lucenti, vicoli caratteristici e molti ruderi romani. Poi ho assistito alla ' notte della pizzica' a Torre Paduli e Melpignano, che con altri paesi della zona, durante la metà di agosto organizzano feste e concerti in occasione della 'taranta'; c'erano persone che ballavano nella piazza e suonatori di tamburelli: tutto per "esaurire il veleno della tarantola". Quello che mi ha dato fastidio, invece, è stato l'avanzare dell'abusivismo edilizio, strutture fatte di materiali e colori che non hanno nulla di questa regione; le fogne a cielo aperto, insenature sporche e malsane; spiagge bianche da cartolina invase da cartacce e plastiche varie e da persone che continuavano a sporcarle. Per fortuna ci sono ancora molte zone con fondali ancora visibili e acque chiare ( mi hanno tentato così tanto da farmi tornare con l'otite). L' altra fortuna è stata incontrare pugliesi molto ospitali e solari, tipicamente mediterranei. Ricordo particolarmente un fruttivendolo, dal quale compravamo la frutta, che un giorno mi invitò ad entrare nel retrobottega e mi mostrò il forno che utilizzava per preparare pizze, torte, dolci artigianali e tradizionali per un mercato ristretto; difatti non amava troppo quei turisti incoscienti che non rispettano i luoghi e le persone ospitanti. Il ritorno è stata la parte più brutta…anche perché vedemmo bruciare, lungo l'autostrada, i boschi dell' Irpinia: le montagne bruciavano in cerchi di fuoco regolari, come torce sparse nel buio. Al prossimo viaggio.
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