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cos'è il sentierismo
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per saperne di più
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chi sono i sentieristi :
oggi
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bibliografia
Cenni
storici La
mobilità spaziale e il mutamento
Nonostante presenti i tratti di un'attività propriamente contemporanea,
il sentierismo si caratterizza come pratica dai forti significati
simbolici i quali vanno analizzati alla luce delle modalità che le
società tradizionali avevano, ed in alcuni casi hanno tuttora, di
considerare la mobilità territoriale, il rapporto con gli spazi della
propria comunità e il rapporto con comunità territorialmente distinte.
"La
limitazione e la distanza, la fissazione e il vicinato sono come
prosecuzioni delle configurazioni della compagine dell'umanità che si
divide lo spazio.
[…] l'umanità acquista in generale l'esistenza che conosciamo
soltanto in virtù della sua mobilità, così dal cambiamento di luogo
in senso più stretto, dal fenomeno del migrare, derivano per le sue
azioni reciproche innumerevoli conseguenze particolari" (Simmel
1998 pp: 566-567)
Queste
parole di Simmel esprimono in maniera chiara il modo in cui il rapporto
con lo spazio assume le caratteristiche di aspetto fondativo dei sistemi
sociali. Lo spazio non può assumersi semplicemente come dato di fatto,
oggettivo e certo, da misurare e da percorrere; esso, attraverso il modo
in cui viene concepito, si trasforma in un vero e proprio schema di
lettura per la comprensione delle relazioni intersoggettive . È
"l'uomo nello spazio" che acquista una dimensione storica,
mentre la sua capacità di spostamento caratterizza e da senso alle
possibilità del mutamento.
Le
differenze storiche, il contesto dell'analisi
Dovendo cogliere, quindi, gli elementi essenziali di questa pratica
risulta di notevole aiuto un salto nella storia per mettere a fuoco il
modo in cui, in formazioni sociali precedenti, l'utilizzo di sentieri
per la mobilità si sia sempre concretizzata in figure sociali
specifiche. Ciò ci potrà servire per capire che genere di impatto i
sentieristi possono avere sulle comunità ospitanti nel periodo attuale.
Dobbiamo, in pratica, valutare il ruolo di quelle figure di
"viaggiatori" che percorrendo anche notevoli distanze
contribuivano all'incontro ed alla creazione di flussi comunicativi
significativi senza l'utilizzo di mezzi tecnici differenti dalle
capacità fisiche umane, o in ogni caso animali e non meccaniche.
L'importanza storica di questo genere di mobilità è ovviamente chiara
se si considera che solo attraverso essa era possibile il confronto, la
diffusione delle conoscenze e dei prodotti, e la costruzione di
"spazi funzionali" differenziati attorno alla dimensione dello
"spazio comunitario" . Solitamente concepito come rivolto
verso se stesso e non verso l'esterno, lo spazio della comunità non
può essere letto in nessuna epoca storica e per nessuna civiltà come
essenzialmente autoreferenziale: l'antropizzazione delle zone limitrofe
e la destinazione ad usi specifici (ager e saltus per i romani ad
esempio) di vaste aree esterne al centro abitato caratterizza l'apertura
verso l'esterno di ogni singola realtà. La presenza dei sentieri o di
vere e proprie strade che collegano le zone funzionali limitrofe allo
spazio abitato in cui si svolgevano le attività economico-riproduttive
segnano il territorio in maniera profonda stabilendo i "link"
di una rete comunicativa in nuce che si rivolge all'esterno divenendo
ponte comunicativo essenziale. Altresì, appare fondamentale mettere in
evidenza il fatto che nelle forme storiche della mobilità più che il
problema della scelta rispetto al mezzo, o più in generale ai modi con
cui effettuare lo spostamento, si ponesse una questione di necessità e
soprattutto di assenza di possibilità di scelta.
Oggi, il sentierismo non deve assumere le sembianze di una scelta
radicalmente anti-tecnologica o addirittura anti-storica, essa si pone
invece come potenzialmente capace di integrare forme di mobilità
differenti senza volersi sostituire ad alcuna di esse. L'evoluzione
delle tecnologie a disposizione dell'uomo ed il contemporaneo processo
di democratizzazione dei mezzi di trasporto ha fatto si che le
possibilità di movimento di una parte consistente dell'umanità
potessero crescere in maniera pressoché inimmaginabile. Da ciò deriva
lo sviluppo delle attività turistiche e l'accentuazione di quei
processi di globalizzazione o di internazionalizzazione che hanno
contribuito a rendere sempre più "importanti" le forme di
mobilità di tre specifici "soggetti storici": uomini, merci e
capitali .
Diversità storiche e continuità, aspetti strutturali e contingenti,
tutto sembra essere legato assieme nei processi di mutamento; solo in
quest'alternanza di continui ritorni e successivi cambiamenti e
possibile contestualizzare la figura del sentierista e le sue peculiari
caratteristiche. Il territorio, con gli ordinamenti spaziali
storicamente determinati che le società umane costruiscono e
ricostruiscono continuamente, "non esiste in natura: esso è un
esito dinamico, stratificato, complesso di successivi cicli di
civilizzazione; è un complesso sistema di relazioni fra comunità
insediate e ambiente "; è la sintesi di tutto ciò che è
fissazione nello spazio e di tutto ciò che è mobilità nello spazio.
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