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cos'è il sentierismo
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per saperne di più
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chi sono i sentieristi :
oggi
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bibliografia
Chi
sono i sentieristi
Quali sono queste figure? Che tipo di rapporti stringevano con le
comunità in cui si trovavano temporaneamente? Quali erano i tempi della
sosta? Come venivano considerati dagli abitanti autoctoni?
Queste sono solo alcune delle domande che bisogna porsi per comprendere
il ruolo sociale della mobilità tradizionale in modo tale che appaia
chiaro quali tratti distinguono oggi qualitativamente i sentieristi da
queste figure di viaggiatori. Un analisi di tipo strutturale che metta
in evidenza le dimensioni fondanti di ogni tipo di mobilità risulta a
questo punto imprescindibile. Solo attraverso essa è possibile segnare
delle sottili linee di confine che mettono in evidenza l'esistenza delle
innumerevoli e specifiche caratterizzazioni che possono essere
attribuite alle forme di mobilità ed alle figure che storicamente le
rappresentano. Si tratta di un lavoro che considera la tipologizzazione
un efficace strumento d'analisi euristica, capace di evidenziare in
maniera adeguata ciò che in questa sede ci interessa: le specificità
storiche della figura del sentierista contemporaneo. Non è possibile
fornire delle risposte definitive e generalizzabili in assoluto,
ricordiamo perciò che un analisi sulle forme della mobilità è
possibile solo considerando i rispettivi ordinamenti spaziali delle
società in cui si sviluppano.
Le dimensioni che riteniamo fondamentali per riuscire a comprendere a
pieno il ruolo sociale di queste figure sono le seguenti:
1. Motivazione principale alla base dello spostamento
· Economica
· Religiosa-spirituale
· Conoscitiva
2. Cadenza temporale e ripetitività spaziale dello spostamento
3. Caratteristiche delle parti strutturali del viaggio :
· partenza
· transito
· arrivo
· ritorno
4. Rapporto con le comunità ospitanti
5. Strutture e mezzi utilizzati
Anche in
questo caso ci limitiamo ad elencare le dimensioni senza fornirne un
analisi dettagliata. Va precisato che non esiste una dimensione più
importante delle altre, o maggiormente significativa, tutte assieme
solamente riescono a inquadrare la specificità di ogni singola figura
storica.
Attraverso un analisi dettagliata di questi elementi risulterà
possibile confrontare la figura del sentierista con:
1. le figure tradizionali di chi praticava la mobilità in epoca
pre-industriale
2. i vari tipi di turisti presenti nello scenario attuale
Con questa distinzione ci teniamo a riaffermare la non-astoricità del
fenomeno turistico e la sua fondamentale diversità rispetto alle
pratiche della mobilità tradizionale . Si tratta di indicazioni di tipo
metodologico che proponiamo come possibili chiavi di lettura. L'analisi
che questi strumenti ci porterebbero a proporre risulta troppo specifica
per essere affrontata in questa sede, ci limitiamo semplicemente a
mostrare come la prima dimensione risulti già di per se caratterizzante
e significativa nell'analisi di tre figure caratteristiche della
mobilità tradizionale rispetto alla figura del sentierista.
"Dovendo
distinguere secondo la motivazione che sta alla base dello spostamento
risulta facile individuare tre specifiche figure: pellegrini, mercanti e
pastori.
Partiamo dalle ultime due: esse si caratterizzano per la motivazione
economica che li spinge allo spostamento. Il mercante, che in alcuni
casi può essere associato alla figura dell'artigiano, necessita di
sbocchi commerciali diversi da quello corrispondente alla propria
località di residenza; esso porta con se i propri prodotti concependo
la partenza come distacco forzato ed il transitare come peso più o meno
oneroso per riuscire ad arrivare alla destinazione prefissata. L'arrivo
è il momento caratterizzante del viaggio e ad esso va associata la
permanenza. Il mercante ritorna nei medesimi posti a cadenze piuttosto
stabili (dipende dal tipo di prodotti che porta con se) e, solitamente,
intrattiene relazioni strette con la comunità ospitante. Si tratta di
una figura per cui il ritorno assume un importanza cruciale e in questa
dimensione che si riassume il senso del suo viaggio, egli è tale nel
momento in cui non acquista la stabilità ma è costretto a fare della
mobilità continua il suo tratto caratterizzante. Il pastore allo stesso
modo necessità di pascoli e a cadenze annuali deve spostarsi con il
gregge per svernare. Vivendo la partenza come distacco forzato,
concepisce il transito verso la destinazione come spazio pieno di
pericoli, da percorrere nel minor tempo possibile. La sosta è fonte di
legami spesso conflittuali, il ruolo che il pastore forestiero assume
nella sua nuova e temporanea comunità e del tutto particolare. La
permanenza è, all'opposto da quella del mercante, più lunga nel tempo.
Il pastore sosta stagionalmente è solitamente cerca se possibile di
diventare proprietario di terreni nella località di destinazione in
modo da acquisire una certa stabilità. Si tratta di due figure di
viaggiatori solitari nei quali è evidente la necessità del partire,
essi non hanno la possibilità di scegliere, la motivazione economica
segna le varie fasi del viaggio in maniera significativa. Ciò non
preclude loro la possibilità di rapportarsi alla nuova comunità
temporanea di appartenenza in modo da costruire legami significativi che
possono acquisire con il tempo stabilità."
Non sono propriamente stranieri nel senso simmeliano del termine:
arrivano e non rimangono; tuttavia ritornano e costruiscono reti stabili
di contatti che incidono profondamente sulla struttura relazionale della
comunità ospitante. La direzionalità dei flussi comunicativi
instaurati è per questi due casi di tipo unidirezionale .
Le similitudini con la figura del sentierista contemporaneo sono molto
limitate è riguardano esclusivamente la condizione temporanea della
permanenza. Diversa è la motivazione principale dello spostamento e
diverse sono le caratteristiche delle fasi strutturali del viaggio.
Una analisi simile meriterebbe la figura del
pellegrino, qui presentiamo
alcuni rapidi cenni rimandando ancora una volta ad altra sede per una
trattazione sistematica.
"Il pellegrino per ragioni di fede percorre determinati sentieri o
per il valore simbolico del percorso o per l'importanza della meta a cui
lo stesso percorso conduce, esso solitamente effettua il suo viaggio non
in solitudine ma in gruppo, a meno che l'eventuale voto non lo preveda
come ulteriore sacrificio".
I tipi specifici di pellegrinaggio, anch'essi storici e quindi mutevoli,
meriterebbero un attenzione particolare dato che in essi sarebbe
possibile ritrovare dei tratti che tutt'oggi caratterizzano la pratica
sentieristica sentieristica. In questo momento è sufficiente notare
come la motivazione sia principalmente di tipo spirituale (ciò non
esclude, lo ripetiamo per l'ennesima volta, le altre motivazioni),
attraverso essa viene costruito il senso del viaggio, ed in base ad esso
si instaurano le relazioni con le comunità ospitanti.
In cosa si distinguono i sentieristi da queste figure ed in cosa
mantengono tratti di continuità? Il sentierista è una figura
prettamente moderna che mantiene saldi legami con le forme tradizionali
di mobilità per alcuni tratti strutturali. Non esiste alcun
corrispettivo del sentierista nelle epoche antiche nel periodo
cosiddetto moderno. Essa è a parer nostro una figura sincretica
caratteristica della post-modernità.
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